Cosa significa essere intersessuali?

Essere intersex non vuol dire essere portatore di una patologia.
La società sembra voler omologare gli individui facendo si che rientrino perfettamente nelle categorie predefinite di maschio e femmina. Essere intersex significa nascere con caratteristiche che non rientrano completamente in queste categorie.

La definizione di queste categorie viene fatta sia attraverso le definizioni mediche del maschio (sessualmente riproduttivo) e della femmina (sessualmente riproduttiva), che attraverso le definizioni socio-culturali del corpo femminile e del corpo maschile. Tutti quei corpi che presentino caratteristiche sessuali “inusuali”, risultano socio-culturalmente inaccettabili.

Dall’inizio degli anni ‘80 le persone intersex hanno iniziato ad incontrarsi, formare gruppi di sostegno e di confronto; dopo circa 10 anni hanno dato inizio all’attivismo, con la finalità di garantire agli individui intersex il rispetto dei loro diritti umani, quali il diritto all’autodeterminazione e alla libera scelta: questi diritti infatti, sono spesso violati quando si interviene precocemente con pratiche medico-chirurgiche mirate a conformare questi corpi allo standard di quella che viene considerata la “normalità”.

Circa 20 anni dopo l’attivismo ha iniziato a prendere campo anche in Italia, e oggi esistono sul territorio nazionale numerosi gruppi e associazioni a cui chi scopre di essere intersex si può rivolgere per avere un confronto tra pari, consigli, sostegno e molto altro.

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